The Film Club III: Freaks by Tod Browning

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It is surely not my pleasant diversion regarding and analyzing “negative” and “shocking” times through film history, but I think it is a must. In fact, on the last film club March 22 , 2017, at the Temporary Space in Helsinki, we gathered to “dive in the past” to understand what might have ever happened.

It was 1932, cinema life was still young. The first spoken film was released a few years earlier, in 1928 (Light of New York by Bryan Foy); People were exploring a new stage of history, for delight or simply, for curiosity. Tod Browning, a young US director, decided to shoot a feature which roused the American public. He nominated his cursed creation “Freaks”. In the film, most of the actors were real people with disabilities, for instance, there were dwarfs, microcephalus, a bearded woman, Siamese twins, amputated men and women… It was considered a horror and, at that time, the film caused many physical and moral damages to the spectators, including, they say, a spontaneous abortion.

Due to bad feedback and complaints, Tod Browning completely lost his license and the film disappeared for decades until it was rediscovered in the 1960’s, during the flourishing of “the Nouvelle Vogue” (a movement born in France, where many films of past were released). Unfortunately, the time span caused the loss of thirty minutes of the feature, probably the ones that damaged the public more. We will never know where they are; they probably were censored during the thirties.

Nowadays, the incomplete film is also available dubbed in Italian and, although many years have passed since the first projection, it continues to disturb the souls of contemporary audience, transmitting after that 60 minutes of film an everlasting thought, accompanied by long pauses of silence.

Surely, the content was one of the reasons that motivated me to talk about. All the participants in the meeting were very involved in discussing two hours, uninterruptedly. We talked how difficult it had been to understand the movie for audio reasons and for the too many characters. For a big part of the duration of the film, all the protagonists are introduced almost until the end,  when something happens. For many of us, it has been difficult to focus on the various names and different faces, for instance, it is irrefutable the physical resemblance and the similar sound of the voice between the two women Cleopatra (the antagonist) and Venus.

The film analyses the sense of community that the people with disabilities have, the concepts of brotherhood. The real monsters in the film were not them but the two antagonists, who exploited the kindness of the dwarf Hans, for personal interests.

We also compared the film to the previous one analyzed at the club, “Dogville” by Lars Von Trier. The film has the same concept of community sense and also in Dogville each character is introduced and described to the spectator; In fact, the film lasts almost three hours due to the meticulousness of the director.

It is certainly a coincidence that Von Trier in 1998 directed the movie “The Idiots,” in which ” The group of people gathers at the house in Copenhagen suburb to break all the limitations and to bring out the “inner idiot” in themselves”( IMDb).

Back to the evening at the film club, the most frequent question was: Has ever been shot a Freaks remake?

Recently, in “American Horror Story,” a television series by Brad Falchu and Ryan Murphy, one of the characters, Pepper, was a microcephalus person, role completely inspired, with the exception of voice, by Snietzle (one of the protagonists of Freaks, a real microcephaly man). The actress, Naomi Gross, is a  woman without any type of microcephaly. They put on her make up for the part.  And, always speaking of “American Horror Story”, thereafter, a season was created entitled “The Freak Show (chapter  4)” that watching the trailer seems to recognize the same characters of the film by Tod Browning.. Also, I found out that in 1967 there was an unusual remake, entitled “She Freak” by Byron Mabe, Donn Davison ended up completely in the oblivion. I watched some online scenes which does not convince me at all.

To conclude, the film discussed at the March Film Club has marked its uniqueness during the history of cinema and, despite the loss of fundamental parts, it will always convey a confutation from all public, from 1932, 2000 and beyond. Two hours of discussion witnessed how interesting it is to talking about this full length and how many questions, hypotheses, intersecting conversations constantly will emerge. Specifically, there will always be a lot of open questions on what would those thirty minutes eclipsed contented.

Gloria De Felice


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Trattare e analizzare momenti “negativi” o “scioccanti”, nella storia della filmologia, non é sicuramente un piacevole passatempo, bensí, doveroso. Infatti durante lo scorso film club, tenutosi il 22 marzo 2017, presso lo spazio Temporary ad Helsinki, abbiamo deciso di “fare un tuffo nel passato”, per comprendere cosa fosse mai accaduto.  Correva l’anno 1932, un´epoca giovane per il cinema. Il primo film parlato era uscito pochi anni prima, nel 1928 (Light of New York di Bryan Foy);  gli spettatori stavano esplorando un nuovo mondo, per diletto o per curiosità.

Tod Browning, giovane regista statunitense, decise di girare un lungometraggio che turbó il pubblico americano. Egli intitoló, la sua creazione maledetta, “Freaks”.

Nella pellicola la maggior parte degli attori erano veri disabili, per esempio c´erano nani, microcefali, una donna barbuta, due gemelle siamesi, uomini e donne con arti amputati.

Il film comportò molti danni morali e fisici da parte degli spettatori, tra cui, si dice, un aborto spontaneo.

A causa dei pessimi feedback e denunce, il regista perse completamente la licenza e, per decenni, la pellicola scomparve fino a che venne rispolverata durante gli anni 60, nel fiorire della Nouvelle Vogue (un movimento nato in Francia, dove vennero ripescati molti film del passato). Purtroppo, il lasso di tempo causó la perdita di ben trenta minuti del lungometraggio. Non si é mai saputo che fine avessero fatto; probabilmente censurati durante gli anni trenta.

Oggigiorno il film incompleto è reperibile anche doppiato in italiano e, nonostante siano passati molti anni dalla prima proiezione, continua a turbare l´animo del pubblico contemporaneo, trasmettendo dopo quei 60 minuti di pellicola un pensiero imperituro, perenne, accompagnato da lunghe pause di silenzio.

Uno dei motivi che mi ha spinto infatti a discuterne al film club è stato il contenuto. Tutti i partecipanti all’incontro sono stati molto coinvolti a parlarne per ben due ore, ininterrottamente. Abbiamo ragionato su quanto difficile fosse stato comprendere il film, un po´ per motivi di audio, un po´per i troppi personaggi. Per 3 quarti della durata si presentano i molti protagonisti fino a che,  in conclusione, accade qualcosa. Per molti dei presenti al club è stato difficile focalizzare i vari nomi e volti: ad esempio, la somiglianza fisica e del suono della voce tra le due donne, Cleopatra (l´antagonista) e Venus, è irrefutabile.

Il film analizza il senso di comunità che i protagonisti hanno, i concetti di fratellanza. I veri mostri nel film non sono i disabili, bensí i due antagonisti, che sfruttano il buonismo del nano Hans, a scopo di  interessi personali.

Abbiamo, inoltre, paragonato il film analizzato all´incontro precedente, “Dogville”, di Lars Von Trier. Nel film citato riemerge il concetto di senso della comunità e, come in Freaks,  viene introdotto ogni personaggio allo spettatore; infatti il film dura quasi tre ore per la pignoleria e meticolosità del regista. È sicuramente un caso, una coincidenza, che Von Trier nel 1998 ha diretto il film “Gli Idioti”, nel quale “Un gruppo di persone si ritrovano in una casa, in periferia a Copenaghen, per oltrepassare il limite, al fine di estrapolare da sé stessi “l´idiota che c´è in loro”. (Imdb)

Ricollegandoci all´incontro, la domanda più frequente è stata: sono mai stati fatti dei “remakes” di “Freaks”?

Recentemente, in “American Horror Story”, una serie televisiva di Brad Falchu e Ryan Murphy, uno dei personaggi é una donna microcefala, ispirata completamente, ad eccezione della voce, da Snietzle, uno dei protagonisti di Freaks. L´attrice, Naomi Gross, è una donna senza nessun tipo di microcefalia e truccata per il ruolo in questione.

E, sempre parlando di American Horror Story, poco dopo è stata prodotta una stagione intitolata ”The Freak show” che, guardando il trailer, sembra esattamente di riconoscere gli stessi personaggi della pellicola del 32.

Facendo ricerca ho scoperto che nel 1967 c´è stato un insolito remake, intitolato “She Freaks” di Byron Mabe e Donn Davison, finito completamente nel dimenticatoio (per fortuna). Personalmente, dopo aver guardato alcune scene online non mi convince minimamente.

Concludendo,  “Freaks” ha segnato nella storia del cinema la sua unicità e, nonostante la perdita di parti fondamentali, trasmetterà sempre una confutazione da parte di tutti gli spettatori, dal 1932, al 2000 e oltre.

Due ore di conversazione hanno testimoniato quanto possa essere interessante discutere su questa pellicola e quante domande, ipotesi, conversazioni intersecate possa far emergere continuamente. In particolar modo, permaranno sempre dubbi su quali fossero i precisi contenuti di quei trenta minuti eclissati.

Gloria De Felice

Contact and Link:

Imdb (Internet Movie Database)

Mail: info@nur.fi

Photo: IMDB

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