DocPoint Film Festival: il regista di documentari può cambiare il mondo

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Articolo scritto da Gloria De Felice 

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Viviamo in una società satura, ricoperta da una moltitudine di notizie, di informazioni. Viviamo nel mondo del perché, dell´apparenza, della conoscenza libera. Nonostante tutto ci sentiamo più ignoranti di quando siamo venuti al mondo perché, bombardati da imput, fatichiamo a consolidare le nostre conoscenze.

Viviamo nel 2018 e noi nel mondo occidentale ci sentiamo quasi i padroni dell´informazione. C´è chi vive per l´apparenza, chi per i soldi, chi con la smania di sentirsi apprezzato, chi per la tecnologia, cercando di possedere i modelli più recenti del mercato e utilizzarli come meglio può. Il regista di documentari utilizza la tecnologia per dare un´unica e trasversale informazione al proprio pubblico, predisponendosi all’utilizzo di un unico mezzo semplice e accattivante: la telecamera.

Una volta all´anno, nel buio e freddo inverno finlandese, ad Helsinki viene dedicata una settimana alla proiezione di documentari, donando un raggio di luce ai volti degli abitanti.

Questo festival, dedicato ai documentari, si chiama DocPoint.  E, anche quest´anno, Nur Magazine ha avuto la possibilità di recensire alcuni documentari.

In questo articolo mi focalizzerò su filmati che non solo ho ritenuto visualmente e tecnicamente ben fatti, ma che raccontano la storia di persone che vivono diversamente da noi, che hanno fatto scelte di vita o che la sorte non è stata poi così buona, ma dove il coraggio prevale.

 

Untitled di Michael Glawogger (2017)

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Un’opera cruda nel totale termine della parola. Il regista morì prima di finirla poiché si ammalò di malaria durante le riprese del film.  L´idea di Glawogger era quella di creare un documentario sui suoi viaggi attraverso una serie di immagini, senza un senso preciso; per questo decise di intitolarlo, tradotto in italiano, “Senza titolo”.

Le riprese, rappresentate da sguardi, risate, bambini, persone più o meno povere, sbalzi temporali…, sono durate 4 mesi e 19 giorni attraverso i paesi Balcanici, l´Italia, Africa Occidentale, e Africa Nord Occidentale.  Viene proiettata una realtà così com´è attraverso sensazionali riprese di queste terre. Ma quello che il regista vuole trasmetterci più di tutto è l´anima dell´essere umano, che ovunque è sempre presente.

 

“The distant barking of dogs” by Simon Lereng Wilmont (2017)

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La guerra fa paura, ma come viene percepita da due giovani bambini? Questo documentario riprende una famiglia (una nonna e i suoi due nipotini) in Ucraina durante la guerra e i costanti bombardamenti, purtroppo non ancora cessati (l´ultima ripresa risale al Novembre del 2017).

È un film che ci trasporta in una terra in conflitto, mostrando una realtá quasi sconosciuta e di cui pochi media ne parlano. Finita la proiezione, nella sala si udivano solo i respiri e i passi del pubblico che, in silenzio, si stava avviando verso l´uscita.

 

“Childhood” by Margreth Olin (2017)

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Parlando di educazione scolastica, questo documentario si focalizza su alcuni bambini in Norvegia, che sono stati mandati in una scuola speciale e diversa dalle altre. In una società corrotta dalla tecnologia, dove le macchine stanno quasi superando la mente dell´uomo, questi bambini passano le loro giornate in un asilo dove il contatto con la natura è fondamentale. La scuola, si basa sul sistema educativo steineriano, aggiungendo maggior tempo all´aperto durante l´orario scolastico.

Osservando l´intera evoluzione avvenuta in un anno in questa scuola materna, non solo ci si affezionerá al gruppo di bambini, ma si potrebbe giungere alla conclusione di quanto un modello cosí possa essere piú efficace di quello scolastico tradizionale.

 

“Between the land and sea” by Ross Whitaker (2017)

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Se fossi veramente appassionato di qualcosa, saresti disposto a mollare determinati comfort per inseguire il tuo sogno? Molti abitanti del paese Lahinch, in Irlanda, si sono trasferiti in questa piccola cittadina, per dedicare le loro giornate ad uno degli sport più completi e, a mio avviso, più affascinanti che ci sia: il surf.

Il documentario racconta un anno di vita nel paesino incontrando i giovani surfisti che hanno scelto di stabilizzarsi nel paese, o che sono cresciuti lí.

Nonostante non sia una vita facile economicamente, la felicità predomina negli sguardi di questi giovani protagonisti, poiché vivono costantemente accompagnati dalla loro passione.

 

DocPoint ha avuto piú di 30 mila visitatori

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Al giorno d´oggi il cinema è forse il mezzo più utile di divulgazione informativa. Viviamo in una società distratta da smartphones, da costanti notizie, vere o false che siano. Quando si entra al cinema, si è costretti a seguire la proiezione in silenzio, senza la possibilitá di usare altri apparecchi nel mentre. Cinema e teatro sono gli unici mezzi di informazione che vietano alcun tipo di distrazione. Sono efficaci poiché esortano le persone a stare attente ed essere coinvolte da certe tematiche. I documentari non sono semplici film da indulgere le persone a guardare al cinema ma ho apprezzato che, nonostante tutto,  DocPoint ha fatto ben piú di 30000 visitatori.

Forse dovremmo dedicare piú del nostro tempo al cinema, un posto che oltretutto ci allontana dallo stress quotidiano e fa immergere la nostra mente in altre storie.

Inoltre, nonostante in Finlandia il biglietto sia di solito molto costoso, durante DocPoint e altri festival del cinema, come il Festival del Cinema Internazionale, i biglietti hanno un prezzo più accessibile.

Photos: press kit. DocPoint

info@nur.fi 

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