The film club: “La Chinoise” by Jean Luc Godard (1967) Eng/Ita

The film club arranged the last meeting before summer on May 3rd. The movie discussed was deeply tough and wryly conceived: we talked about the masterpiece post recognised by Jean-Luc Godard entitled “La Chinoise”, 1967.

THE FILM 

The low-budget film, shot in the interlude of Godard’s apartment, is an adaptation by Fyodor Dostoyevsky‘s novel, The Possessed, 1872. During the evening, we realised how the film was built for a historically, politically, sociologically and philosophically educated public who have also an interest towards the non-conventionality in filmology. Surely, it is not easy to entirely watch it since it doesn´t follow the prosaic schemes of a fabulae narration. It is a comedy and satirical full-length, as the plot is about young French students apparently very interested in philosophical and sociological issues, from Marxism and Leninism to the Maoist thought. Nonetheless, it is clear that they had just a rebellious attitude towards academic authority, without solid critics. According to their utopia, the act of solving the “problem” was a terrorist attack with the consequent closing of the universities, without understanding the gravity of the situation. It is perceived when Veronique, one of the main character, during the talk with her professor in a train, she couldn’t answer the question of why, at her point of view, terrorism is the only way out to a problem.

OUR THOUGHT 

All that could be transported around the cycle of history to nowadays, when we are in front a similar issue. As we know, the film was released in 1967, exactly one year before the students´ revolution in both France and Europe. From a glimpse, we can see a kind of black humour in the film, to minimise the ignorance of many people, who said things without knowing what they are talking about. Perhaps the message was comprehensible to few experts at the time, to launch an warning message. From the moment that many do not know this film, I definitely recommend to watch it and to try to convey the contents to the contemporaneity.

REASON AGAINST VIOLENCE 

The culture and the reason are great weapons because if used well, they have the power to change things for real. The violence, though, brings only damage, fear, despondency and depression. The young students in “La Chinoise” believed that closing the university through a terrorist attack, killing someone or sacrificing themselves were the solution to solve what they didn´t know. This concern is common in many areas around our planet today, not only in the academic world. Let´s keep an eye open.

Gloria De Felice


Nell´ultima puntata dell´estate, il film club ha affrontato un tema piú “difficile”, discutendo un lungometraggio complesso e “sarcasticamente” concepito. Infatti, si tratta di uno dei post riconosciuti capolavori del maestoso Jean Luc Godard: “La Chinoise”, anno 1967.

IL FILM 

Il film, a basso budget, filmato all´interno dell´appartamento di Godard, è ispirato al romanzo di Fyodor Dostoyevsky, “I Demoni” 1872. Durante la serata è emerso che, secondo noi,  il film é stato appositamente creato per un pubblico preparato dal punto di vista storico, sociologico, filosofico e, aggiungerei, interessato alla non convenzionalitá in filmologia. La difficoltá, infatti, è stata anche nel riuscire a guardarlo fino alla fine, in quanto il film non segue gli schemi prosastici di una narrazione fabulae. È un elaborato  tragicomico e satirico, poiché la trama parla di giovani apparentemente molto interessati ai temi filosofici e sociologici, dal Marxismo e “Leninsimo”, al pensiero maoista. Si capisce, peró, che il loro é un atteggiamento “di ribellione” nei confronti delle autoritá accademiche, senza critiche con contenuti solidi. Secondo la loro utopia, l´atto per risolvere il problema sarebbe stato un attacco terroristico con la conseguente chiusura delle universitá, non avendo nemmeno una motivazione valida e concreta nel fare un simile gesto. Lo si nota quando la protagonista, durante la conversazione con il professore in treno, non sa rispondere alla domanda del perché, secondo lei, il terrorismo sia l´unica via di uscita al problema.

IL NOSTRO PENSIERO 

Tutto ció puó essere trasportato al ciclo della storia e andare ai giorni d´oggi, quando ci troviamo ad affrontare ancora simili problemi. Come ben sappiamo il film é uscito nel 1967, esattamente un anno prima della rivoluzione degli studenti sia in Francia che nel resto d´Europa, Italia compresa. In alcuni momenti si scorge una sorta di black humor nel film, per sdrammatizare l´ignoranza. Forse il messaggio voleva essere comprensibile solo a pochi esperti, per lanciare un messaggio d´allerta. Dal momento che molti non conoscono il film, il mio piú grande consiglio é quello di guardarlo, trasportare il contenuto alla contemporaneitá e realizzando che, in moltissimi ambiti, regna il prognostico dell´ignoranza.

RAGIONE contro VIOLENZA 

La cultura e la ragione sono armi fondamentali perché, se ben usate, hanno il potere di risolvere e di cambiare veramente il mondo; la violenza, invece, porta solo danni,  paura, sconforto e terrore. I protagonisti del film credevano che, chiudendo le universitá attraverso un attacco terroristico, o anche sacrificandosi, avrebbero risolto il problema che loro stessi non sapevano quale fosse. E questo atteggiamento possiamo riscontrarlo attualmente in moltissimi ambiti.

Gloria De Felice

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Photo: IMDB

 

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