Amos Rex, il nuovo museo di Helsinki: in pochi mesi più di 150 mila persone a visitare la mostra di teamLab

Articolo di Gloria De Felice e Mahdi Biagioli 

Durante una fredda mattinata di novembre, abbiamo avuto la possibilità di visitare l’ormai popolare Amos Rex di Helsinki.  Eravamo estremamente curiosi di questa visita, soprattutto notando la lunga coda giornaliera di visitatori. Donne, uomini, bambini in fila ordinata e composta, pazienti al freddo ad attendere il loro turno per il biglietto.

Abbiamo avuto la gradita opportunità di intervistare l’assistente alle mostre Anastasia Isakova, la quale è stata estremamente gentile e disponibile. Abbiamo discusso per più di mezz’ora, approfondendo particolari interessanti riguardo a questo nuovo museo sotterraneo, nel cuore della capitale della Finlandia.

Prima di iniziare a parlare di Amos Rex, vorremmo fare delle piccole precisazioni.

L’articolo sarà diviso in 3 parti: la prima riguarda la videointervista che presenta una panoramica del museo e dell’attuale mostra temporanea di teamLab; la seconda parte si focalizzerà sulle mostre attuali e future di Amos Rex; infine, l’ultimo capitolo, curato dall’architetto Mahdi Biagioli, approfondirá la tematica architettonica del museo.

Buona lettura.

La videointervista

Musica: Crows are Chased and the Chasing Crows are Destined to be Chased as well dal collaboratore di teamLab Hideaki Takahashi.

Video & Intervista: Gloria De Felice

Assistente: Mahdi Biagioli

Amos Rex sito web: www.amosrex.fi

teamLab sito web: https://www.teamlab.art/

“Le mostre ad Amos Rex” scritto da Gloria De Felice

Attraverso l’immaginazione e i propri sensi, dall’udito, al tatto, alla vista, tutti hanno l’attitudine di vivere un’esperienza unica e piacevole. Non c’è limite d’età in questo piacere; chiunque, dai bambini piccoli agli anziani, scopre una forma diversa per divertirsi.

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Al momento, Amos Rex sta ospitando due mostre:

 

 

 

La collezione Frosterus riguarda opere del periodo post impressionista. Era depositata nel museo artistico Amos Anderson. Ora rimarrà come collezione permanente al museo Amos Rex.

teamLab viene dal Giappone. È  un collettivo di artisti, designers, coders, programmatori.

Fondato nel 2001 da Toshiyuki Inoko assieme ad altri quattro amici dell’università, questo collettivo crea fantastici lavori artistici multimediali e interattivi, accogliendo le persone in modo originale.

La mostra occupa gran parte dello spazio espositivo.

 

Interattività è una parola chiave per teamLab. Ognuno ha il potere di trasformare lo spazio circostante nell´ecosistema di Graffiti Nature: Lost, Immersed and Reborn; puó sentirsi parte di un altro mondo mentre osserva il soffitto e lo spazio di Vortex of Light Particles; può percepire le onde dell´oceano in Black Waves e sperimentare inconsuete, straordinarie e trascendentali dimensioni nella stanza di Crows are Chased and the Chasing Crows are Destined to be Chased as well, Transcending Space .

Attraverso l’immaginazione e i propri sensi, dall’udito al tatto, alla vista, tutti hanno l’attitudine di vivere un’esperienza unica e piacevole. Non c’è limite d’età in questo piacere; chiunque, dai bambini piccoli agli anziani, scopre una forma diversa per divertirsi.

Personalmente mi sono sentita molto coinvolta. Ero veramente curiosa di osservare le diverse reazioni delle persone. Alcuni visitatori avevano solo bisogno di un po’ di tempo con sé stessi. La maggior parte dei bambini giocava, soprattutto nella stanza di Graffiti Nature, nella quale si possono colorare rane, lucertole e uccelli, e poi vedere le proprie creazioni proiettate alla parete,  contribuendo alla crescita e al cambiamento dell´ecosistema in questione.

Non ci sono didascalie alle pareti, come solitamente si trovano nelle mostre. C’è solo pura esperienza. Il proprio corpo, la propria anima contribuiscono ad una percezione soggettiva.

La mostra teamLab: Massless durerà fino al 6 gennaio. Durante l’intervista, Anastasia ci ha raccontato che si sono scelte tre linee di mostre per l`Amos Rex:

 

La prima linea: mostra d’arte contemporanea che utilizza tecnologie avanzate (teamLab).

La seconda linea: modernismo del 20 ° secolo.

La terza linea: cultura antica.

 

Amos Rex ha avuto oltre 150 mila visitatori.  La fila di persone di fronte al museo è tuttora lunga ogni  giorno, nonostante siamo giunti ormai al termine.

Raccomando di visitare la mostra di teamLab per la totale e unica esperienza, che è sicuramente notevole. Inoltre, per studenti o per coloro che hanno meno di 30 anni, il biglietto è molto più economico.

All’inizio di febbraio 2019, verranno inaugurate due mostre. Quella di René Magritte: Life Line, che occuperà metà dello spazio del museo. L’altra metà, invece, sarà adibita alla mostra di Studio Drift, un collettivo di artisti olandesi Lanneken e Ralph, che creano installazioni al confine tra scienza artistica e design.

“Il museo e la sua archittetura” scritto da Mahdi Biagioli

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Un museo sotterraneo di circa 2200 mq sotto la piazza di Kamppi, centro commerciale crocevia della vita diurna e notturna di Helsinki; l’Amos Rex, è un nuovo centro museale che sostituisce il vecchio spazio della fondazione Amos Anderson. La nuova sede si trova presso il “Lasipalatsi” (Palazzo di vetro in Finlandese), costruito nel 1940  in occasione delle olimpiadi che si sarebbero dovute svolgere in Finlandia e poi rimandate al 1952 per via della guerra.

Il Lasipalatsi è un palazzo in stile razionalista tipico del periodo tra le due guerre dalle linee pulite e dall’assenza di decorazioni, che adesso ospita il nuovo museo aperto dal 30 Agosto, il cinema-teatro Bio Rex, con interni in stile anni ‘50, un ristorante al primo piano con ampi spazi in art decò e vari piccoli bar e negozi.

La progettazione del museo è stata affidata direttamente dalla fondazione “Amos Anderson” agli architetti dell’ufficio locale JKMM, rinomato per la creazione di spazi pubblici di alta qualità in Finlandia, come l’ampliamento della biblioteca della città di Turku e la ristrutturazione della biblioteca dell’università di architettura nel campus di Tapiola, originariamente progettata dal noto architetto finlandese Alvar Aalto.
Il budget a disposizione è stato di circa 50 milioni di euro; la città di Helsinki ha reso disponibile l’edificio Lasipalatsi a patto che non venisse modificata la sagoma esterna. Il museo è stato quindi ricavato nel sottosuolo rimuovendo 13.000 metri cubi di roccia.

Al museo si accede attraverso un ingresso in comune con il cinema adiacente. Da lì, scendendo delle scale si arriva ad un lungo e luminosissimo vestibolo ricoperto da spirali di tessuto bianco che nascondono 318 lampade, che ospita il guardaroba e vari servizi. Poi si accede, alle ampie sale caratterizzate da soffitti a cupola in cemento irregolari, che emergono fin sopra il livello della piazza soprastante e che creano un’atmosfera avveniristica sia dentro che fuori dal museo.
Il soffitto delle sale è ricoperto da dischi fonoassorbenti di alluminio di 35 cm di diametro, ricoperti da un tessuto grigio rimovibile, che nascondono un´intelaiatura tecnica che può ospitare sistemi mobili ed intercambiabili di luci e faretti, rendendo gli ambienti estremamente funzionali e adattabili alle più disparate mostre artistiche.
Il pavimento delle sale espositive è ricoperto da una griglia di blocchetti di legno neri di 5 cm di lato, che creano una superficie estremamente piacevole su cui camminare.

La parte che emerge nella piazza crea uno spazio comune organico, composto da 5 cupole di forma irregolare, alte fino a sei metri e sormontate da oblò inclinati che forniscono luce naturale agli ambienti sottostanti e motivo di divertimento per i bambini, più o meno grandi, che spesso si fermano incuriositi.

Contatti:

Articolo: Gloria De Felice, Mahdi Biagioli

E-mail: info@nur.fi

Fotografia: Mahdi Biagioli, Gloria De Felice

Siti Web: Amos RexteamLab 

Vorremmo fare i nostri ringaziamenti ad Anastasia Isakova (Amos Rex) e a Michaela Kane (teamLab).

 

 

 

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